Gentili Confrati,

è arrivato il momento della riapertura del nuovo sito web della nostra Confederazione anche se un po’ in ritardo sul preventivato e di ciò me ne scuso personalmente.

La Comunicazione, da sempre ma specialmente ai nostri giorni, è la trama su cui vengono tessuti tutti i nostri rapporti interpersonali, veicolate le esperienze e le conoscenze, puntualizzati i programmi di azione e di vita e tracciate le direttrici del nostro operato.

Web e Social sono strumenti a nostra disposizione per agevolare e far si che tutto ciò avvenga.

Ciascuno di noi è allo stesso tempo “Sorgente” e “Ricevente” ed è per questo che vi invito a far parte della redazione, non facendo mai mancare il vostro apporto propositivo ma anche un punto di vista diverso e pur anche critico, entrambi necessari ad innescare meccanismi di confronto sano e costruttivo, nonché ad individuare soluzioni ai tanti problemi che è inutile nascondere incombono sulle nostre realtà.

E noi siamo qui per “ascoltare” nel senso pieno del termine, perché l’inizio dell’amore per il prossimo sta nell’imparare ad ascoltare le sue ragioni.

Un noto romanziere cattolico scozzese, Bruce Marshall, aveva coniato queste tre formule per il dialogo:

Ascoltare quello che dice l’altro

Ascoltare tutto quello che dice l’altro

Ascoltare prima quello che dice l’altro

Questo ascolto vero fatto di parole, di informazione, di comunicazione, però suppone anche una componente che ai nostri giorni è sempre più rara, il silenzio.

Nietzsche osservava che “è difficile vivere con gli uomini perché è assai difficile farli stare in silenzio”.

Riprendendo un passaggio della Lectio Magistralis di S.E. il Cardinale Gianfranco Ravasi tenuta alla Pontificia Università Lateranense nel 2012 “il vaniloquio filtrato dai cellulari, il flusso incessante delle notizie, il “chattare” senza tregua e senza contenuti veri, ma spesso solo in una marea di fatuità e vacuità, il fiume limaccioso delle volgarità o quello fangoso delle falsità fanno venire talvolta il desiderio che, per questa società della comunicazione di massa super inflazionata, si compia quanto si annuncia nel libro dell’Apocalisse: “Si fece silenzio nel cielo per circa mezz’ora”(8,1).

La parola autentica e incisiva, in verità, nasce dal silenzio ossia dalla riflessione e dall’interiorità e per noi, che ci proclamiamo fedeli, dalla preghiera e dalla meditazione. Sta a noi saper ritagliare uno spazio di “silenzio” che sia la somma di parole profonde.

Un abbraccio fraterno

Francesco Salmeri

Presidente