05.04.2020

 

Cari confratelli e consorelle,

alle prime notizie tutti abbiamo sottovalutato la gravità dell’epidemia oggi abbiamo coscienza che tutti siamo a rischio. Tutti ricchi e poveri, credenti e non, rinchiusi in una casa o persi a parlare da soli lungo le strade delle città deserte.

Solo,sola, ciascuno a scavare sotto la paura che svela la nostra fragilità e la nostra impotenza si proprio noi che ci sentivamo al sicuro.

Ci troviamo nudi, con una paura grande, diciamocelo pure, di morire e una voglia grande di vivere. Ma per vivere abbiamo bisogno delle persone che amiamo e anche di quelle che prima non amavamo. Magari proprio chi, vittima nel passato di tragedie simili, ci lasciava indifferenti e magari anche giudicandoli di essere poveri…e quindi di esserne la loro causa.

Adesso i poveri siamo noi con la nostra arroganza di onnipotenza ed egocentrismo,alla ricerca,non pienamente svelata,di sentirci dire” ti voglio bene,non avere paura,vedrai che ce la faremo” che una volta gli anziani di casa,abituati ad affrontare quotidianamente difficoltà,non mancavano di ripetere nella loro giornata.

E poi vorrei dirvi che c’è bisogno che tutto questo”calvario” non finisca nel nulla e che non manchi una carezza a chi se ne và da solo,sicuro che Dio non abbia fatto mancare a nessuno questa carezza.

Voglio anche credere che Gesù Cristo abbia portato e porti la croce di ogni ammalato nel corpo e nello spirito.

Voglio credere che ogni dolore umano,anche quello causato da questa pandemia,è sofferto da Dio stesso nella persona di Gesù e che la sua morte da valore e senso ad ogni nostra morte corporale.

Io,noi siamo,alla fine e al principio, il bisogno che Dio sia quel grembo d’Amore da cui nasciamo e a cui facciamo ritorno.

Frà Cecilio,frate cappuccino dell’Osf per i poveri che opera a Milano, conosciuto tanti anni fa, amava dire che Gesù non ci ha lasciato soli ne abbandonati. Un giorno ci presenterà al Padre suo e capiremo.

Passata la tempesta,scenderemo dalla “barca” con la “coscienza trasparente” pronti a ricostruire “nuove” le nostre città e le nostre relazioni insieme fondate su quello che il mistero di dolore ed il miracolo della solidarietà di questi tempi ci avranno insegnato.

Gesù crocifisso e risorto ripete ancora quest’anno a noi” Coraggio,io ho vinto la morte”.

Da me insieme al Consiglio,

Buona Pasqua di Gesù